giovedì 9 settembre 2010

Prime impressioni, sparpagliate.

Questa città non è bellissima, diciamocelo, e quando siamo arrivati faceva anche un freddo barbino... la cosa assurda è che è un paese abbastanza freddo ma costruiscono le case e le scaldano come se fossimo in un paese caldo... gli infissi delle case di legno, come quella che abbiamo trovato, sono più o meno simili a quelli del nostro pollaio...
Ma per fortuna il clima sta migliorando, è come se da noi fossimo a marzo, e non siamo stati ancora fustigati dalle famose piogge cilene (almeno come alcuni ci avevano avvisato...).
Lavoriamo parecchio, impazziamo di fronte ai legni locali, veramente fantastici, mangiamo almeno una sopaipilla al giorno (crescentine fritte che non hanno niente di meno dalle nostre e che, secondo noi, sono il frutto di una qualche immigrazione emiliana in tempi forse non troppo remoti)...

Fa effetto pensare che al posto di questa città poco più di 130 anni fa c'era bosco nativo o, tutt'al più, pascoli per il bestiame dei Mapuche che, dopo l'arrivo degli spagnoli si erano ben adattati alla pastorizia.
Per il resto il solito stupore che mi coglie all'estero, anche in paesi come Francia o Spagna, dove si diventa scemi per trovare yogurt che sia veramente tale, latte fresco non ne parliamo, non esiste, cibo semplice che non siano frutta e verdura... Siamo qui da due settimane e abbiamo mangiato carne quasi tutti i giorni... solo ora inizio a stufarmi (contro una volta alla settimana circa a casa), variare dal grano, riso a parte, è quasi impossibile, sembra che anche i cereali da colazione siano una cosa da ricchi, oltre che, ad esempio, la quinoa, originaria delle Ande, al supermercato costa un occhio della testa. Ma il supermercato qui è roba da ricchi, stiamo scoprendo a poco a poco soluzioni alternative... Ottimo burro salato e birre locali, invece.
Grande smacco, a proposito di frutta e verdura, è il mio spagnolo: i nomi di frutta e verdura sono tutti diversi! L'aguacate è la palta, e a me fa molto ridere perché mi sembra una malta verde che mettono ovunque, specie negli onnipresenti panini. C'è anche una birra, Malta del Sur, che mi fa ridere pensando al significato in italiano.
All'università è buffo, mentre a Bologna dividevamo uno studio tra due professori, tre collaboratori/dottorandi, su 3 scrivanie a rotazione, qui mi hanno accolto con uno studio tra vari a disposizione per studenti e professori stranieri (tutti vuoti), mentre anche altri due professori mi hanno offerto uno spazio in due rispettivi dipartimenti... Che differenza!
La gente è molto gentile, e usano sempre diminutivi, quiere lechesita, te pongo cafecito, e simili... il che è carino.
Qui sotto siamo noi all'università, dove, come si vede, alcuni edifici dell'Instituto de Estudios Indìgenas riprendono lo stile delle abitazioni tradizionali mapuche. Nei prossimi giorni recupero il tempo perduto, prometto,

2 commenti:

  1. Oh vi ho beccato ! ! ! Non lo sapevo che aprivate un blog ma spulciando qua e la tra commenti di fatti ad amici ecco che spunta il notiziario che più preferisco le storielle della Frabbo's Family, bene molto bene ho visto che siete stati accolti da un gioioso arcobaleno e la birra lì è buona anche se ha uno strano nome. Bè ora siete tra i super preferiti da leggere nei momenti di relax! E non vedo l'ora di farmi delle belle risate come quella volta che eri infrancia ... amavo i tuoi racconti mi facevano troppo sbudellare a volte ... Baci a Te e abbracci a Frabbo

    Ladda

    RispondiElimina
  2. ehi Ladda!! ti pensavo! sì, voglio mandare una mail a tutti, ma ancora non l'ho fatto! mo' lo faccio.
    un bacione anche a te e a presto!

    RispondiElimina