martedì 21 dicembre 2010

Dalla Patagonia. Spirale di pensieri

O Patacconia, come direbbe qualche romagnolo con la battuta facile... Prendetevi tempo, post un po' lungo.

Argentina batte Cile 10 a zero.

Antefatto.

Ci siamo piazzati qui, in the deep Patacconia (be', più nella prima metà, forse) inizalmente per fuggire alle piogge cilene, al riparo delle Ande e per approfittare anche di viaggiare un po' in un altro paese, visto che siamo così lontani dall'Italia e chissà quando e se torneremo quaggiù. Abbiamo trovato prezzi migliori, rispetto al Cile, gente che a pelle è più socievole, più dinamica, più aperta, una casetta niente male che vale la spesa mensile (mentre in Cile così non è... care catapecchie!!), una pasticceria fantastica, dove le paste sono proprio identiche a quelle italiane, ma delle migliori! E poi pizza, formaggi e altri cibi di cui stiamo approfittando...
Ci stiamo riposando, perché nei due mesi sul campo, sempre in giro per fattorie, ci eravamo stancati abbastanza. Forse anche nei cinque anni precedenti. Insomma, ci voleva.

Lavoriamo al progetto sui mapuche ma stiamo anche covando nuove trovate per il laboratorio (e non solo) a partire dal sito. Ogni tanto ci concediamo delle belle passeggiate, la zona è splendida, ho anche fatto il bagno in un lago che era praticamente neve sciolta!


E' difficile scrivere pensando all'Italia, visto che anche qui sentiamo un po' di notizie... purtroppo. E' strano, qui ci sono le periferie delle grandi città in rivolta, si tratta di occupazioni di terreni da parte di poveri che rivendicano il diritto a costruirsi delle baracche. Ma qui c'è una strana mancanza di denaro liquido... manca sempre il resto, anche alla posta, hai un sacco di banconote che non valgono niente, il bancomat non ti fa prelevare più di una certa cifra, molto più bassa che il massimale dettato dalla carta, gli sconti valgono solo se paghi in contanti... Vedendo queste cose è inevitabile pensare a cosa può succedere ovunque, in un attimo...

E intanto vedi Roma che brucia, e non è giusto che 4 stronzi rovinino la manifestazione di studenti, precari, terremotati, tutte persone rimaste fregate chi da questo governo, chi da anni di politiche sottomesse alle "leggi del mercato"...

E poi vedi cose come questo video: La Russa a Anno Zero che interrompe uno studente che stava semplicemente dicendo la verità: SIAMO UNA GENERAZIONE RIMASTA FREGATA... ma non sono d'accordo, non solo da 15 anni di politiche, forse dallo stesso sistema di mercato...

ed è anche per questo che io non mi arrabbio più, ma non sto più nella pelle di rivedere il mio orto, le nostre galline, che sono solo l'inizio di un cammino.
Ma mi consola, in un certo senso, vedere la PAURA di La Russa che il ragazzo dicesse la VERITA'...

Qui, almeno in Cile, vedi studenti dell'ultimo anno che lavorano, in aziende (del loro settore di studi) che magari li mettono in difficoltà nel terminare l'università perché poi, laurea in mano, li devono PAGARE DI PIU'... da noi ormai si lavora gratis per anni interi!
Qui vedi professori trentacinquenni che insegnano mentre ancora devono prendere il dottorato... da noi vedi addottorati trentenni che non sanno dove sbattere la testa...

A guardarsi intorno, nel mondo, sembra che le cose stiano andando sempre più in fretta, ovunque stiano andando, vanno in fretta, e questo pure mi consola.

Mi ricordo di quando qualcuno mi disse, forse era Mauro Bonaiuti, che CRISI significa SEPARAZIONE, SCELTA...


Ma è bello leggere qui il significato etimologico della parola crisi


















Per concludere, la spirale di pensieri, finalmente sto leggendo un libro che da tanto volevo leggere, La rete della vita, di Fritjof Capra, ed è buffo leggere cose come queste, che anche se riferite al mondo della fisica fanno pesare...

Il celebre scienziato avvicina il lettore in queste pagine al mondo dei sistemi complessi, alla teoria del caos, facendo notare come dietro ai sistemi caotici non vi sia pura casualità ma pìù profondi schemi di ordine, schemi che non vengono identificati attraverso formule matematiche esatte, ma per cui, tuttalpiù, si parla di calcolo probabilistico di trovare determinati risultati. Ci insegna che nei sistemi lineari a piccoli cambiamenti corrispondono piccoli effetti nel sistema, a grandi cambiamenti grandi effetti, mentre così non è per i sitemi non lineari, dove "piccoli cambiamenti possono avere effetti drammatici (...), tali processi (...) sono alla base dell'instabilità e dell'apparizione improvvisa di nuove forme di ordine che sono tipiche dell'auto-organizzazione".
Capra parla anche di "punti di biforcazione" "punti critici di instabilità", che si verificano quando in essi "appare improvvisamente una biforcazione nell'evoluzione del sistema, che cambia direzione. (...) essi corrispondono a punti di instabilità in cui il sistema cambia bruscamente e appaiono di colpo nuove forme d'ordine. Come ha dimostrato Prigogine, queste instabilità possono avvenire solo in sistemi aperti che agiscono lontano dall'equilbrio".

Quindi abbiamo grandi possibilità al momento, no?

2 commenti:

  1. L'ho letto tutto. Grazie per la riflessione.
    Ti auguro di passare delle buone feste ma soprattutto un 2011 sereno e...come lo vorresti!
    Ciao.

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  2. Complimenti per la pazienza... Grazie mille e tanti auguri anche a te!

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