mercoledì 26 gennaio 2011

Da Valdivia

Poco più di un mese prima del ritorno. Forse anche per questo che mi è un po' passata la voglia di scrivere. Questo blog temporaneo, nato per raccontare di questa esperienza, si avvicina alla sua fine... E poi sono già abbastanza schiava del computer, visto che siamo giunti alla parte finale, dove devo solo scrivere. "Solo"... Comunque, raccontiamoci un po'.
Siamo a Valdivia, a Temuco l'università è chiusa, l'estate finalmente è arrivata, e ce la siamo meritata, visto che settembre e ottobre sono stati piuttosto freddini e, soprattutto, abbiamo fatto le docce più gelate che avessi mai sperimentato in vita mia.
Questa cittadina è più accogliente, un'atmosfera meno da "frontiera" rispetto a Temuco, che ha poco più di cent'anni di storia. Qui gli spagnoli arrivarono secoli prima, e dopo i tedeschi (anche se le tracce sono quasi solo nei Kuchen, i tipici dolci che si trovano in qualche caffé, e nelle - rarissime - pasticcerie. Niente a che vedere con i dolci del nostro forno preferito di Bariloche (quindi coloni italiani battono coloni tedeschi 1 - 0!).
Ora siamo in un appartamentino, come lo chiamano qui, departamento, interior, tipica situazione cilena: per guadagnare un po' ricavano appartamenti nei giardini sul retro, garage, tettoie varie e, di fatti, la zona giorno proprio non ha finestre che danno all'esterno, per fortuna le camere sì, perché sono al piano superiore, e così per il bagno, che è al piano terra ma ha una specie di camino che arriva fino al secondo piano, dove c'è la finestra (che si apre da una cavità della camera). Insomma, tutto un programma, un modello di progettazione e architettura. E contando che è decoroso e pulito, non ci sono i topi ed è pure abbastanza recente, paghiamo quasi 400 euro al mese. Le bazze cilene... Vabbe'.
La signora che ce lo affitta si potrebbe descrivere come un misto tra il gobbo di Notre-dame, la casalinga di Voghera e Maria de Filippi. E' una persona sensibile all'ecologia e al risparmio, nonché molto schietta e sincera, e ci ha chiesto gentilmente di girare il piumone dal lato più scuro, di modo che quando ce ne andremo lo girerà dal lato bianco per poter affittare ai turisti senza doverlo lavare. Per fortuna sono un'ecologista. E non sono il prossimo cliente. Molto schietta. Pure troppo. Tant'è vero che ci ha raccontato il suo rammarico per il fatto che la signora che stava nell'appartamento a fianco al nostro putroppo se ne era dovuta andare. Era venuta per fare della chemioterapia mentre qui le facevano la radio (siamo di fianco all'ospedale). Di fronte al mio sgomento che cercavo di dimostrare, visto che avevo appena capito che la mia ex-vicina di casa aveva un tumore, non era minimamente scossa, ma solo si rammaricava perché avrebbe dovuto di nuovo risistemare l'appartamento per i turisiti, riaggiungere un letto, cambiare le lenzuola... Stendiamo un velo...

A Valdivia ci sono il fiume, i leoni marini, i cormorani e i gabbiani, il mercato del pesce, che lo cucinerei volentieri se la cucina avesse una finestra che desse all'esterno, ma dà su una veranda chiusa, per fortuna c'è il salmone affumicato artigianale che in confronto quello che mangiamo sulle tartine al burro da noi è un'altro animale proprio, non si capisce. Poco lontano c'è il mare ma ci siamo andati solo una volta perché devo finire di scrivere, poi ci siamo fatti degli amici anche se noi siamo decisamente più diurni e meno alcolici rispetto a loro. Però si sta bene. Alla prossima, ora meglio rimettermi al lavoro, che tra una settimanina ci daremo veramente alle vacanze, mi sembra così lontano ora!

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